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W.I.P.

W.I.P promuove la ricerca e lo sviluppo di prodotti eco-sostenibili dedicati al benessere della persona con la convinzione che l’uomo e l’ambiente sono parte di un unico, inscindibile assieme.
  • W.I.P. promuove l'uso di materie prime naturali, comunque biodegradabili ed ecologicamente compatibili, per il mercato dei prodotti di largo consumo utilizzati per l'igiene ed il benessere della persona.
  • W.I.P. per i propri prodotti utilizza principalmente fibre di cotone organico (biologico) e altre materie prime ottenute compatibilmente ai principi etici ed economici dello Sviluppo Sostenibile del Pianeta Terra, come la fibra PLA (Ingeo) prodotta utilizzando zuccheri estratti dagli amidi vegetali, qui impiegata per sostituire le fibre sintetiche largamente impiegate nel settore igienico. W.I.P. produce anche a marchio privato.

Di seguito alcune considerazioni sull' uso dei bio-polimeri e del cotone organico nei prodotti igienici

A) 3 riflessioni per dimostrare che l’uso dei bio-polimeri è cosa buona

B) Perchè usare biocotone

  1. riflessioni per dimostrare che l’uso dei bio-polimeri è cosa buona

1- utilità della ricerca scientifica

La ricerca scientifica qualche volta trova soluzioni UTILI, come sta avvenendo nel caso dei bio-polimeri; spesso però rimedi (tardivi) a disastri annunciati e procurati come nel caso dell’abuso delle materie plastiche e di fonti energetiche derivate da idrocarburi nella civiltà post-industriale.

Questi polimeri sono ottenuti dall’ingegno, sono di origine vegetale (quindi da risorse annualmente rinnovabili) e sono talvolta "UNA" o "LA" alternativa ai derivati dal petrolio.

Una risposta tecnologica, poco romantica, pallidamente naturale, ma pratica alla necessità di tutelare l’ambiente di fronte alla grave minaccia per le generazioni future, di uno sviluppo NON più sostenibile del Pianeta.

I bio-polimeri sono quel "meno peggio" di cui la civiltà del benessere, dei cicli ultrarapidi, degli assunti scientifici confermati e poi sconfessati nell’arco di una generazione, del tempo usa&getta, ha urgente bisogno;.

Sono maturati in un contesto industriale talvolta non certo etico, con alla base una logica di profitto a lungo termine, sospinti da chi detiene a livello globale le redini della ricerca scientifica.

Tuttavia vanno visti come una soluzione praticabile.

I bio polimeri non sono dunque la panacea di tutti i mali e non lo saranno senza il contributo dell’uomo qualunque, "il consumatore" per gli istituti di marketing, che deve prendere coscienza che i suoi "bisogni-non-più-essenziali" molto spesso significano la privazione degli stessi per coloro a cui sono invece essenziali.

Quel prefisso "bio" là davanti rischia dunque di trasformarsi come è successo per il prefisso "eco" in un abuso commerciale dal significato ambiguo, in mancanza di codici etici e legislazione internazionale certe.

2- quali impieghi

Semplificando al massimo con i bio-polimeri si possono ottenere:

  • i bio-carburanti per impieghi in energia e autotrazione
  • le bio-plastiche destinate per es. al settore degli imballaggi, come il polimero Mater-Bi® della italiana Novamont;
  • le bio-fibre destinate per es. al settore tessile, come INGEO™ (acido polilattico) dell’americana Natureworks

In tutti i casi vanno a sostituire per motivi prettamente tecnici e talvolta anche di sola immagine, materiali derivati da petrolio.

3- perché bio-polimeri nell’igiene quotidiana

Per scelta, WIP ha deciso di adottare materiali derivati da bio-polimeri in sostituzione di quelli sintetici, laddove NON è possibile utilizzare materie prime più naturali per ragioni strettamente tecniche come per es. la fibra di cotone biologico.

La domanda che ci siamo posti è se però le soluzioni esistenti a problemi igienici quotidiani sono tecnicamente corrette ed in linea con i principi dello sviluppo sostenibile del Pianeta e soprattutto tutelano veramente la salute del consumatore.

Soluzioni ai problemi quotidiani ci sono da anni e da anni le abbiamo adottate: sono i prodotti monouso, assorbenti, pannolini, salviette umidificate perché sono pratici, perché in fondo costano poco, perché in fondo non fanno così male e per tutte queste ragioni sono fino ad oggi considerate un bene utile.

a) scegliere l’ambiente

Con queste e altre motivazioni vengono prodotti in Europa OGNI ANNO 24 miliardi di assorbenti igienici, 20 miliardi pannolini e qualcosa forse come 10 miliardi di pacchetti di salviette umidificate; come dire che OGNI ANNO si edifica un grattacielo che è alto più del doppio del più alto grattacielo costruito dall’uomo a Taipei (501 metri). Ogni anno se ne costruisce uno ancora più alto nel Nord America e entro pochi anni se ne costruiranno di ancora più alti in Cina e India.

E’ così, con l’accettazione PASSIVA del principio della utilità, che si è giustificato l’uso di materie prime che sono assolutamente efficienti ma soprattutto disponibili su larga scala, dai costi contenuti, facilmente trasformabili come lo sono le materie plastiche.

Questo però è avvenuto senza considerare come prioritari altri fattori accessori quali per es. la non-biodegradabilità di molti componenti, il costo sociale del loro smaltimento, l’emissioni di veleni in atmosfera dovuti alla trasformazione, senza poi presentare il rendiconto sulla salute dei consumatori: sensibilizzazione e irritazione della pelle sono in forte crescita nei bambini come nelle donne. Perché preoccupare il "consumatore" con mere questioni tecniche quando il problema principale della vita moderna è sentirsi sopratutto "liberi" dai fastidi quotidiani come cambiare il figlio quando frigna o poter portare indumenti intimi senza imbarazzo ?

Il risultato è stato accettare in silenzio altri disagi con la speranza che qualche diavoleria chimica intervenga a risolvere il problema: per es. la pomata anti-arrossamento sui filtranti dei pannolini; - il cerchietto blu antibatterico (anti-odore) negli assorbenti; - la salvietta che si può gettare direttamente nel WC per non doversi più preoccupare del suo smaltimento.

Le bio-plastiche, le bio-fibre e bio-polimeri superassorbenti utilizzati in questo settore possono però risolvere dei problemi perché sono:

  • ottenuti da risorse rinnovabili agricole come i cereali (derivano da amidi vegetali)
  • biodegradabili in composto organico
  • ampiamente disponibili sul mercato mondiale
  • svincolati dalla speculazione sul prezzo del petrolio
  • non producono diossine se bruciati

WIP è la stata la PRIMA azienda al Mondo ad aver avuto il CORAGGIO di sperimentare questi materiali e di eliminare in un colpo solo dai manufatti igienici monouso vari materiali sintetici oggi largamente impiegati, accettando senza ipocrisia i compromessi necessari ove non è stato possibile per ragioni strettamente tecniche fare di meglio ed avendo il coraggio di denunciarne i limiti con un dialogo trasparente con i consumatori ( i materiali impiegati sono riportati sui pacchetti)

b) scegliere la salute

In verità è la Natura che ha inventato i materiali che costituiscono i bio-polimeri; è lo scienziato che li ha ricopiati e aziende come WIP li hanno adottati.

I bio-polimeri nell’igiene quotidiana offrono vantaggi che tutelano la salute di chi ne usufruisce e sono direttamente connessi alla materia prima da cui provengono cioè gli amidi.

Alcuni vantaggi di questi bio-polimeri sono:

  • il bio-polimero PLA impiegato come fibra nei filtranti esterni di assorbenti e pannolini e nel tessuto delle salviette è ottenuto dalla fermentazione dell’ACIDO LATTICO a sua volta ottenuto dagli zuccheri che compongono gli amidi; l’acido lattico viene prodotto anche dal corpo umano ed è quindi facilmente tollerato dallo stesso
  • l’amido è già largamente utilizzato come rilassante e rinfrescante della pelle, l’acido polilattico da cui deriva ha proprietà analoghe; la pelle non è sottoposta a stress quando a contatto con pannolini e assorbenti che adottato questi materiali
  • le fibre ed i film derivati da amido sono traspiranti ma non assorbono umidità
  • le fibre di PLA restano asciutte ma hanno ottima capacità di drenare liquidi (come le fibre sintetiche) e sono impiegate come filtranti esterni a contatto con la pelle
  • le fibre PLA al contrario dei materiali plastici comuni, non si surriscalda a contatto con il calore corporeo

I risultato sono prodotti ipoallergenici che offrono sempre alta efficienza, mantenendo inalterata la sensazione di freschezza e igiene del primo momento, non creano sensibilizzazione della pelle e ne riducono le irritazioni (non sono materiali abrasivi come quelli sintetici).

I prodotti di WIP a tutela dei consumatori sono infine testati secondo le disposizioni di legge dai laboratori dermatologici delle Università di Ferrara e di Parma.

PERCHE' SI DEVE CONSUMARE COTONE BIO OGGI?

Presupposto che…..

La coltivazione del cotone è la seconda fonte di inquinamento agricolo nel Mondo copre il 5% aree coltivate inquina per il 25% (pesticidi immessi in atmosfera) Per produrre una T-shirt da 160 g/ml occorrono circa 25 lt di acqua (contaminata da pesticidi ed erbicidi) per la sola coltivazione della pianta:il 70% dell'acqua potrebbe essere risparmiata usando tecniche di coltivazioni biodinamiche (innaffiamento goccia-a-goccia) Il cotone è un grande business internazionale: pesticidi, erbicidi, fertilizzanti, semi ogm, sono tutti forniti da multinazionali e loro organizzazioni locali, molto spesso invogliando i contadini con finanziamenti a tempo contro diritto di esclusiva di fornitura Il cotone è nell’immaginario collettivo la fibra “naturale” per eccellenza: la fibra buona da cui mai ti aspetteresti un tradimento come il fatto di essere una coltivazione dannosa per l'ecosistema mondiale, uomo incluso Le allergie cutanee sono in forte crescita: nei bambini queste crescano al ritmo del 5% anno e che occorrono prodotti tessili completamente amorfi Definizione del fenomeno “cotone organico”

“Cultura del Biologico (organico) significa: -perseguire lo sviluppo sostenibile del pianeta (piano scientifico-economico)

  • perseguire il rispetto dell’uomo (piano etico)

E’ biologico quando: - non utilizza semi OGM

  • si coltiva senza pesticidi/erbicidi/fertilizzanti sintetici
  • utilizza tecniche biodinamiche (rotazione terreni-piante fertilizzanti naturali- barriere naturali-consumo risorse controllate)
  • usa processi di trasformazioni non inquinanti (aria/acqua/suolo)
  • è certificato da associazioni di tutela della agricoltura biologica (ICEA)

I numeri

Cotone organico nel mondo

Raccolta stimata di cotone organico*: da 24000>32000 circa t/anno (0,15% del cotone mondiale) - 33.000 ettari coltivati (0,23%) - Tasso di crescita (>10% anno)

Dove: Asia (India-Turchia-Perù-Egitto-Cina) – Africa (Tanzania-Uganda-Benin) – Nord America (Us) Comparativo produzione mondiale cotone - raccolta 2005/06

Raccolta certificata cotone convenzionale**: >24 milioni t/anno (2004/05 206mio ton/anno = -5%) – estensione 27 mio/ettari (270.000 km2 = > superficie intero Regno Unito)

Produzione**:Cina (leader mondiale per consumo/produzione) ca 5,7 mio t/anno= 23%mercato mondiale; US ca 5,1 mio t/anno = 20% mercato mondiale; India ca 4,05 mio t/anno = 16% mercato mondiale)

Valore mercato mondiale cotone (prodotti chimici/semi): ca 8.260 mld/$ (Us 1.652 mld = 20%) + spese energia/trasformazione, forza lavoro ecc

Comparativo produzione mondiale fibre sintetiche - dati 2005/06

Produzione fibre sintetiche: 32 mio/t di cui > 10 mio/t di fibra polyester impiegata per il 70% (7 mio/t) nel settore prodotti usa&getta per l'igiene

Produzione fibra PLA (Ingeo) biodegradabile da fermentazione di zuccheri vegetali: < 100.000 t (0,3%)

Valore del businness cotone nel mondo

Acqua consumata (per difetto) : 1,350 mld litri di acqua inquinata con pesticidi in atmosfera (5.000 litri x 27 mio/ettari x 10 volte l’anno di media). 70% dell'acqua utilizzata evapora senza alcuna utilità per le piante Pesticidi/erbicidi valore: nel mondo 3.810 mld/$ - in Us 63,5 $/anno x acro (762 mio/$) Fertilizzanti valore : nel mondo 3.260 mld/$ - in US 54.3 $/anno x acro (652 mio $) Semi valore: **: nel mondo 1.199 mld/$ - in US 19,8 $/anno x acro (238 mio $) Nota:

resa terreni cotone organico 310 kg/acro (India)*cotone convenzionale 360 Kg/acr (US)

occorre tener presente che le coltivazioni organiche prevedono la rotazione dei terreni e che occorrono 3-5 anni per poter “certificare organica” un’area prima coltivata con sistemi industriali

  • Remei/fondazione Biore ** National Cotton Council of America

Perché organico

Per esigenze economiche: minor costi di esercizio – resa maggiore nel tempo Per esigenze ambientali: utilizzo sostenibile del suolo (il terreno si arricchisce e non si depauperano le risorse naturali) Per esigenze politiche: frenare l’emigrazione verso aree più ricche del Pianeta Per esigenze sociali: creare opportunità di lavoro in aree impoverite o prive di alternative Per esigenze etiche: restituire dignità ai contadini vessati dalle organizzazioni agricole disoneste e sfruttatrici e restituire loro le giuste aspettative di vita per se e la famiglia

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