LA TERRA A CHI LA LAVORA
A cura del Foro Contadino Toscano Soccorso Contadino
La vicenda che colpisce l’Azienda Agricola Biagi in località S.Stefano a Macerata nel comune di Cascina ci dice oggi come un contadino può perdere la terra anche acquistando semplicemente un trattore.
La Storia
Nel maggio 1996 viene acquistato dalla Azienda Agricola Biagi un trattore con rotoballa da una ditta di mezzi agricoli della provincia di Pisa per una spesa totale pari a 135.000.000 di Lire e, nell’attesa che il pagamento della somma avvenga tramite mutuo agro-fidi , il rivenditore richiede a garanzia la sottoscrizione di cambiali da restituire a transazione bancaria avvenuta. La transazione avviene ma le cambiali non solo non vengono restituite (tanto da costringere l’azienda a ricorrere alle prestazioni di un avvocato) ma addirittura vengono utilizzate per avviare una procedura fallimentare a danno dell’Azienda portata avanti dallo stesso rivenditore. Con una procedura piuttosto anomala ( non viene data alcuna notifica alla Azienda stessa), viene avviato un procedimento civile che porta alla “svendita” della Azienda Biagi per 135.000.000 milioni di vecchie lire (non a caso, lo stesso valore pagato al rivenditore di trattori.....): questo il 27 aprile 1999. Nonostante l’opposizione legale abbia dimostrato nel frattempo che le cambiali in oggetto non siano altro che dei falsi e un processo penale lo abbia definitivamente riconosciuto facendo mancare quindi i presupposti per l’azione fallimentare, nel 2001 viene fatta conclusione del procedimento: il giudice in carica stabilisce che l'immobile e i vari annessi vengano tolti ai legittimi proprietari e aggiudicati al compratore!!!! Il resto della storia è attuale : vari sfratti seguiti da varie proroghe grazie all’intervento responsabile del Comune di Cascina e del Foro Contadino Toscano che sta seguendo la vicenda dal maggio 2005. I periti e i legali del Soccorso Contadino hanno cercato inutilmente in tutti questi mesi di far riesaminare l’intera questione al nuovo giudice ( già perché nel frattempo il vecchio giudice è stato trasferito con provvedimento disciplinare ad altra sede), depositando una nuova memoria ma con un unico risultato: che lo sfratto tramite le forze dell’ordine è da effettuarsi il 20 di LUGLIO in modo inderogabile. La vicenda della Azienda Agricola Biagi porta alla ribalta la solitudine di tante aziende agricole che rischiano la morte ogni giorno per sfratto a vantaggio di speculazioni private o pubbliche, nel completo disinteresse delle Associazioni di categoria (sempre più patronato di servizi e sempre meno sindacato) che invece ben rappresentano i forti poteri del latifondo e dell’agro-industria e nella colpevole assenza della Giunta Regionale che spesso sembra non accorgersi del destino che travolge centinaia di contadini e relative famiglie dal rischio concretissimo di sfratti inaccettabili. E’ nostra opinione che solo la mobilitazione e la “politica” può mettere un paletto a queste pratiche vessatorie nelle quali la furbizia e le speculazioni stanno espropriando aziende che lavorano e di cui sentiamo sempre più la necessità nel nostro territorio.
Alla Regione Toscana chiediamo:
1. Il blocco urgente degli sfratti e delle azioni che hanno come effetto l’espulsione dalla terra e la successiva revoca anche di altre procedure a carico di analoghe realtà;
2. un piano di riordino dell’assetto fondiario che garantisca l’accesso alla terra: chiediamo che si legiferi contro la politica degli sfratti perché allo stesso modo con cui giustamente si difende l’inquilino in un condominio si difenda ancora di più il contadino che lavora e produce su quella terra che è un valore per tutti, cittadini e agricoltori;
3. l’istituzione di una “Banca della terra” che garantisca l’uso delle terre dimesse ed un uso delle terre pubbliche che assicuri la priorità della produzione contadina;
4. la costituzione di Osservatori provinciali per monitorare i beni esistenti e seguire tutti i passaggi di ogni vendita dal punto di vista dell’impatto ambientale e sociale provocato dalla nuova destinazione d’uso e per la verifica della congruità economica delle alienazioni già effettuate;
5. che almeno il 50% del patrimonio pubblico venga indirizzato a progetti di sviluppo rurale autocentrato, proposti da giovani agricoltori e finanziati tramite il Piano di sviluppo rurale regionale;
6. la garanzia per le piccole aziende contadine all’accesso al credito, agevolato e sostenuto dalla Regione stessa.
Ma la triste vicenda che ha colpito la famiglia Biagi non deve passare inosservata: vogliamo che questo mese di luglio diventi un mese di denuncia e di solidarietà attiva e invitiamo il movimento contadino e cittadino ad una forte mobilitazione e al presidio della Azienda stessa opponendosi allo sfratto esecutivo richiesto dalla proprietà, il giorno 20 luglio fino dalle prime ore del mattino.
Il fatto che avvenga in concomitanza con l’apertura del meeting di S.Rossore ci crea sicuramente un problema in più: bisogna prevedere di mantenere un contatto continuo con i partecipanti al contro-meeting affinche' offrano la loro disponibilità ad arrivare in azienda qualora si manifestasse il reale pericolo di un intervento forzato da parte dei carabinieri. Non lasciamoli soli!
Pisa, 15 LUGLIO 2006 Foro Contadino Toscano - Soccorso Contadino
